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Considerata un’erba magica dalla notte dei tempi, questa pianta può essere erroneamente scambiata per spinaci e causare un’intossicazione sistemica, da trattare con un antidoto.

Dott.ssa Francesca Trento, biologa nutrizionista CeMeDi

“Questa pianta appartiene alla famiglia delle solanacee, di cui fanno parte melanzane, patate, peperoni e pomodori”, spiega la dottoressa Francesca Trento, biologa nutrizionista presso il CeMeDi di Torino. “E’ diffusa in tutte le aree mediterranee, per cui è molto presente sul nostro territorio, e si può facilmente confondere con spinaci, biete e alcune tipologie di lattuga. Presenta delle foglie larghe, scure e rugose, può avere delle bacche e cresce piuttosto adesa al terreno, per cui non è caratterizzata da un fusto molto alto”.

Maggiore è il quantitativo di mandragola ingerita, più forti sono i sintomi, che generalmente si manifestano entro 4 ore dall’assunzione e possono coinvolgere il sistema nervoso centrale (mal di testa, delirio, allucinazioni, sonnolenza), apparato respiratorio, apparato gastrointestinale (vomito e secchezza delle fauci), sistema cardiovascolare (fino al coma e alla morte nei casi più gravi).

“Ovviamente, il pericolo è maggiore nei bambini e nei soggetti che presentano altre patologie croniche, soprattutto a livello cardiaco e respiratorio, che possono esacerbare la sintomatologia”.

Paola Rinaldi – Starbene – Mandragola: che cos’è e perché è pericolosa (2022)

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